Nasser Abu Srour
Nato nel 1969 nel campo profughi Aida nella Cisgiordania occupata. Si è diplomato a Betlemme e si è iscritto alla Bethlehem University dal 1990 al 1993, dove ha studiato letteratura inglese. Non ha però potuto laurearsi perché è stato arrestato dall’esercito israeliano per aver preso parte alle attività di resistenza durante la prima Intifada.
Ha trascorso quasi 33 anni in prigione, durante i quali ha conseguito la laurea triennale e la laurea magistrale studiando scienze politiche. È stato rilasciato il 13 ottobre del 2025 a seguito di uno scambio di prigionieri. Vive in esilio in Egitto. In carcere ha scritto tre libri di cui due sono stati pubblicati mentre era ancora detenuto. Il terzo è stato pubblicato di recente. I libri sono: About prison and other things (raccolta di poesie); Il racconto di un muro (memoir edito da Feltrinelli e tradotto da Elisabetta Bartuli); Writing like therapy (memoir) attualmente in fase di traduzione in inglese.
- domenica 20.09.2026
- 16:00
con Nasser Abu Srour, Elisabetta Bartuli e Vanni Bianconi
Nasser Abu Srour è divenuto scrittore in carcere, dopo essere stato condannato all’ergastolo. Su fogli di fortuna, ha scritto rivolgendosi all’unica presenza certa fino alla fine dei suoi giorni, il muro della sua cella (Il Racconto di un muro, Feltrinelli, 2024). Il risultato è un libro che, con una lucidità impietosa, intrecciata alla più sottile compassione, racconta della vita in prigione e della storia della Palestina. Un libro di vite immaginate, di metafisica e d’amore che riflette su come si possa continuare a immaginare un mondo quando tutto è perdita, quando sono stati cancellati i luoghi, la memoria e quando anche la lingua che li rievoca porta solamente messaggi corrotti. Quella di Nasser Abu Srour è la ricerca di una lingua che sappia restituire verità all’esperienza, e con cui si possano riscrivere miti e immagini di sé che non siano imposti da altri. L’autore ne parlerà con la sua traduttrice Elisabetta Bartuli e con Vanni Bianconi, fondatore di Babel che lo scorso autunno ha fatto parte della delegazione svizzera della Global Sumud Flotilla.
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