“Mondo, addio!” La Palestina vissuta e la vita immaginata

con Nasser Abu Srour, Elisabetta Bartuli e Vanni Bianconi

Nasser Abu Srour è divenuto scrittore in carcere, dopo essere stato condannato all’ergastolo. Su fogli di fortuna, ha scritto rivolgendosi all’unica presenza certa fino alla fine dei suoi giorni, il muro della sua cella (Il Racconto di un muro, Feltrinelli, 2024). Il risultato è un libro che, con una lucidità impietosa, intrecciata alla più sottile compassione, racconta della vita in prigione e della storia della Palestina. Un libro di vite immaginate, di metafisica e d’amore che riflette su come si possa continuare a immaginare un mondo quando tutto è perdita, quando sono stati cancellati i luoghi, la memoria e quando anche la lingua che li rievoca porta solamente messaggi corrotti. Quella di Nasser Abu Srour è la ricerca di una lingua che sappia restituire verità all’esperienza, e con cui si possano riscrivere miti e immagini di sé che non siano imposti da altri. L’autore ne parlerà con la sua traduttrice Elisabetta Bartuli e con Vanni Bianconi, fondatore di Babel che lo scorso autunno ha fatto parte della delegazione svizzera della Global Sumud Flotilla.

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