Lilia Bevilacqua
Nata in quel di Ancona nel 1942. Città di mercanti, marinai, lavoratori del porto: tutti maschi. Mi sentii salva quando scoprii che non di uno dei soliti eroi la città si vantava, bensì di un’eroina, Stamira, che nel Medio Evo l’aveva salvata da un terribile assedio.
Per rendere onore a tale ascendenza, a sedici anni cominciai un volontariato all’UDI (Unione Donne Italiane, associazione nata dalla Resistenza) di Ancona.
Il mio insegnante di diritto mi avviò su binari pratici, mi consigliò di iscrivermi al Corso di Giornalismo all’Università di Urbino.
L’Udi mi riagganciò invitandomi a lavorare a Roma nel suo settimanale Noi Donne.
Nel 1973 dovetti dedicarmi allo studio del tedesco. Mi iscrissi ad una scuola di Berlino Ovest. Qui venni subito in contatto con il forte movimento delle donne e conobbi Lorenza Pampaloni. Con la quale nel 1976, folgorate da La pelle cambiata di Verena Stefan, decidemmo di tradurlo per le Edizioni delle Donne di Roma.
Le soddisfazioni politiche non bastavano a pagare l’affitto e tutto il resto; perciò, accettai di lavorare per la trasmissione radiofonica per gli emigrati italiani in Germania del WDR (Westdeutscher Rundfunk) di Colonia. Nel 1986 iniziai una collaborazione con la pagina culturale della Radio svizzera italiana, di Lugano. La pensione la raggiunsi infine a Colonia nel 2007.
- sabato 19.09.2026
- 10:00
con Giuliana Misserville (Ursula K. Le Guin) e con Lilia Bevilacqua e Lorenza Pampaloni (Verena Stefan)
Moderazione: Giornalista RSI
L’americana Ursula K. Le Guin, di cui è in corso la riedizione italiana dei libri, e la svizzera Verena Stefan, di cui è stato appena ripubblicato Cambiare pelle. Autobiografia di una femminista (Edizioni Casagrande, 2026) sono state due autrici in anticipo sul loro tempo: già negli anni ’70 hanno cercato di combattere, attraverso la letteratura, il sessismo della lingua e decostruire l’immaginario di una società patriarcale. Ciascuna a suo modo, hanno ridefinito il rapporto tra lingua e realtà. Ursula K. Le Guin ha messo in discussione, attraverso il linguaggio e la narrativa, i confini del genere letterario, dell’identità e dell’organizzazione sociale, immaginando mondi in cui molte delle categorie che diamo per scontate vengono capovolte. Verena Stefan ha esplorato i limiti di una lingua che spesso non riesce a dare voce all’esperienza femminile proponendo nuove forme di espressione e di racconto. Parleranno di loro la critica letteraria Giuliana Misserville, che ha contributo con i suoi saggi alla riscoperta di Le Guin come scrittrice queer e visionaria, tirandola fuori dal ghetto delle scrittrici di genere (in questo caso fantascienza) e le traduttrici italiane Lilia Bevilacqua e Lorenza Pampaloni che fornirono una versione italiana del libro di Stefan già nel 1976.
Seguirà una conversazione con Nicola Gardini sull’Odissea come reinvenzione linguistica del mondo.
In collaborazione con: RSI Rete Due > evento trasmesso in diretta su Moby Dick (Rete Due), Cantina Manimatte
- Via Convento 10, 6500 Bellinzona