LÉONOR DE RÉCONDO


Nata nel 1976 in una famiglia di artisti, Léonor de Récondo vive a Parigi. Scrittrice e violinista, ha inciso una quindicina di album e pubblicato sei romanzi, tra cui Amours (2015), Prix des Libraires e Grand Prix RTL-Lire, e Point Cardinal (2017), Prix du roman France Culture Télérama. È anche autrice, tra gli altri, di Pietra viva (2013), Manifesto (Sabine Wespieser, 2019) e La leçon de ténèbres (Stock, 2020).

A Babel: Domenica alle 14:00 il pomeriggio a teatro si tramuta in una notte al museo grazie a Léonor de Récondo e Jakuta Alikavazovic, che hanno trascorso una notte in solitaria rispettivamente al Museo El Greco di Toledo e nella Sala delle cariatidi del Louvre. Con le autrici di La leçon de ténèbres e Comme un ciel en nous, Alina Gurdiel, ideatrice della serie Ma nuit au musée (Éditions Stock).

Lingua: francese con cuffie per la traduzione simultanea in italiano


Sabato 17.09

MA NUIT AU MUSÉE

Léonor de Récondo
Jakuta Alikavazovic
con Alina Gurdiel

Teatro Sociale
 14:00-15.30


da La lezione di tenebra

Sono arrivata alle 23 in punto. Attraverso il giardino con Juan. Noto la sua camicia macchiata di sudore. Si soffoca. Sudo anch’io, la tracolla della custodia del violino mi scivola dalla spalla nuda.
Da ieri, la canicola si è abbattuta sulla città. La notte brucia quanto il giorno. Respiriamo a fatica.
Ci dirigiamo verso la sala controllo. Parliamo delle temperature, della siccità, degli incendi. Ripetiamo in continuazione, si muore.
Quando entriamo, l’aria condizionata ci investe. Il collega di Juan mi squadra.
Sorrido. Non sanno esattamente perché sono qui, ma io lo so bene. Gli hanno detto che venivo da Parigi, che rinchiudere un’artista per un’intera notte nel museo sarebbe stata un’esperienza interessante. Si saranno fatti una risata.
[…] Al muro vedo una decina di schermi che restituiscono fedelmente quello che, a ogni istante, viene ripreso dalle telecamere di sorveglianza appese ai soffitti delle sale. È proprio quello che temevo, verrò filmata, spiata, scrutata in ogni movimento. Verrò vista guardare, vagare, gironzolare ovunque. Le immagini saranno conservate per tre mesi, poi cancellate.
Doménikos, la prospettiva di una notte d’amore con te si allontana.
Mi preparo da mesi a questa famosa notte, probabilmente l’unica. È da quando ho ritrovato il quaderno di mio padre che mi preparo alla possibilità di incontrarti. I quattro secoli che ci separano non sono certo un ostacolo. Tu sei nato nel 1541 a Creta, la data non è sicura, ma con un margine di uno o due anni, è giusta. Io nel 1976 a Parigi nel dodicesimo arrondissement, e allora?
Sono venuta qui quindici anni fa, ma non ci siamo incontrati. Quante volte dovrò tornare?
Usciamo dalla sala controllo e Juan mi accompagna nel giardino per mostrarmi la strada fino all’entrata del museo. È buio pesto, sono le 23.15. Toledo è in festa, è un sabato sera di giugno. A ogni respiro ingoio una boccata d’aria calda. Soccombo, il caldo mi opprime.
Sono commossa.

(Trad. Josephine Bohr per Babel 2022)

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