autori

Alessandro Piperno

Alessandro Piperno Alessandro Piperno ha un’idea balzachiana della letteratura. I suoi romanzi – che gli sono valsi il Viareggio, il Campiello, lo Strega – sono sempre ambientati nello stesso milieu, quello della borghesia ebraica romana, e tornano sempre sugli stessi temi: traumi famigliari, fallimenti, viltà, dilemmi morali, ansie sociali, vocazione artistica. Ma non si ripetono [...]

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Catherine Lovey

Catherine Lovey «L’uomo che non voleva morire parlava volentieri. Tuttavia, parlava molto poco della sua vita. Della parte della vita che costituiva la sua esistenza. Sembrava che non gli interessasse». A narrare il suo rapporto con quest’uomo singolare è la sua vicina di casa, nonché protagonista di histoire de l’homme qui ne voulait pas mourir

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Fabio Bacà

Fabio Bacà Fabio Bacà ha detto che si diventa scrittori al quinto romanzo. Per ora lui, di romanzi, ne ha pubblicati due, con Adelphi, continua a definirsi istruttore di ginnastiche dolci ed è già stato paragonato a Roberto Bolaño e Allan Bennet. La sua scrittura, che a tratti sembra parcellizzarsi e penetrare ogni atomo della

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Claudia Quadri

Claudia Quadri In questo libro ci sono una bambina e un cane, la loro complicità, le loro esplorazioni nei boschi dietro casa e nel mondo complesso e indecifrabile degli adulti. Ci sono una giovane donna e poi una donna non più giovane e i suoi cani, la stessa complicità e le stesse esplorazioni in un

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Lukas Bärfuss

Lukas Bärfuss Alla morte dell’uomo che «si diceva fosse stato suo padre», il narratore si vede consegnare una scatola che terrà chiusa per venticinque anni. Trovato il coraggio di aprirla, scopre l’esistenza fatta di fallimenti, debiti e criminalità di un uomo che ha trascorso i suoi ultimi anni da senzatetto, destino cui l’autore stesso ha

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Chiara Guidi

Chiara Guidi «Le parole di Dante suonano ancora prima di farsi capire. Non hanno bisogno della voce, né, tantomeno, di un violoncello. Ogni suono che le accompagna è perdente, perché sui versi di Dante non si possono scrivere partiture. Eppure tra la voce e Dante si crea, sempre, uno spazio». Lo dice Chiara Guidi, ed

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Francesco Guerri

Francesco Guerri «Le parole di Dante suonano ancora prima di farsi capire. Non hanno bisogno della voce, né, tantomeno, di un violoncello. Ogni suono che le accompagna è perdente, perché sui versi di Dante non si possono scrivere partiture. Eppure tra la voce e Dante si crea, sempre, uno spazio». Lo dice Chiara Guidi, ed

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Claudio Giunta

Claudio Giunta La serata inaugurale di Babel è tutta per Dante. Dopo la cerimonia di apertura, con inizio alle ore 18.00, Claudio Giunta – autore, tra l’altro, del commento alle Rime per i Meridiani Mondadori e di un racconto dell’Inferno per Feltrinelli – condivide con noi il suo Dante preferito, leggendo alcuni brani meravigliosi della

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Ubah Cristina Ali Farah

Ubah Cristina Ali Farah Lingue che uniscono o che dividono. Due scrittrici italiane che narrano un'Italia sconosciuta ai più: Ubah Cristina Ali Farah, con la sua trilogia tra Roma e Mogadiscio, e Emanuela Anechoum, con la sua giovane protagonista calabrese che vive a Londra, ha un padre marocchino e non si sente a casa da

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Emanuela Anechoum

Emanuela Anechoum Due scrittrici italiane che narrano un'Italia sconosciuta ai più: Ubah Cristina Ali Farah, con la sua trilogia tra Roma e Mogadiscio, e Emanuela Anechoum, con la sua giovane protagonista calabrese che vive a Londra, ha un padre marocchino e non si sente a casa da nessuna parte. Storie di sradicamenti e attraversamenti alla

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