Sandra Lucbert
Nata a Parigi nel 1981, ha studiato alla Scuola Normale Superiore dove ha ottenuto l’“agrégation” in lettere moderne. Ha quindi conseguito un Master in studi psicoanalitici presso l’università Parigi VII. Il suo lavoro letterario ruota attorno a questa domanda: in che modo le istituzioni, e tra queste in particolare quelle del capitalismo, ci tengono al nostro posto? Infatti, il capitalismo non solo mantiene il controllo attraverso la violenza, la coercizione politica e quella economica, ma anche facendo appello agli impulsi e ricorrendo al lavoro sull’immaginario e sulla lingua di quella che Gramsci chiama “egemonia”.
Il suo obiettivo principale è dunque esporre come valori e norme che vanno a beneficiare solo alcuni gruppi diventino i valori condivisi da tutti. Attraverso la letteratura, cerca di trovare risposta alla fondamentale domanda politica che Spinoza pone nel Trattato teologico-politico (1677): “Perché gli essere umani lottano per essere sottomessi come se stessero lottando per liberarsi?”, quando questa sottomissione è quella del capitalismo, del sessismo e del razzismo. Inutile dire che rispondere a questa domanda ci aiuterà a determinare le condizioni che potrebbero permettere agli individui di impegnarsi in un processo di trasformazione politica.