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JUAN PABLO VILLALOBOS


Nato a Guadalajara, Messico, nel 1973, Juan Pablo Villalobos ha studiato Letteratura spagnola e Marketing prima di trasferirsi a Barcelona nel 2003, dove ha conseguito un dottorato in Teoria letteraria. In quel peridoto ha cominciato a scrivere reportage di viaggio e critica letteraria e cinematografica nonché saggi su temi disparati, dall’ergonomia delle toilettes all’influenza dell’avanguardia sull’opera César Aira. I suoi romanzi sono tutti pubblicati da Anagrama: Fiesta en la madriguera (in italiano Il bambino che collezionava parole, Einaudi, 2012): «un attacco deliberato e selvaggio alle convenzioni della letteratura (Adam Thirlwell); Si viviéramos en un lugar normal (Se vivessimo in un paese normale, Narni, Gran Via), Te vendo un perro: «Uno dei libri più ingegnosi, giocosi e divertenti pubblicati in spagnolo da parecchi anni» (Alberto Manguel, The Guardian), No voy a pedirle a nadie que me crea (Premio Herralde de Novela 2016) e la raccolta di saggi Yo tuve un sueño: «Una cronaca desolante delle migrazioni dall’America centrale gli Stati Uniti … Eccezionale» (Luisgé Martín). Villalobos ha inoltre pubblicato diverse traduzioni dal portoghese brasiliano e scrive regolarmente per riviste come Letras Libres, Granta e Gatopardo, e i quotidiani O Estado de S. Paulo e Folha de S. Paulo. Del Messico ha detto, «non è un Paese surreale, e nemmeno magico, è soltanto crudele e terribile». Dopo aver vissuto per tre anni in Brasile è ora tornato a Barcellona.

Foto © Ana Schulz

Sabato 19.09

Espejo
con Brenda Navarro

Teatro Sociale
 18:30

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