BABEL
EKPHRASIS

15-18
SETTEMBRE
2022


Termine poco noto, quasi da addetti ai lavori, la parola greca ekphrasis – composta da ek, “fuori”, e phràzo, “parlare, descrivere” – abbraccia diversi significati che si propagano come onde concentriche dal suo nucleo etimologico.

Per gli oratori antichi era un descrivere che presenta in modo vivido il soggetto del discorso davanti agli occhi di chi ascolta. Nell’accezione più corrente, è la descrizione poetica di un’opera pittorica o scultorea: sono i centotrenta versi con cui Omero forgia lo scudo di Achille, è Auden sulla Caduta di Icaro di Bruegel. Ma ekphrasis è anche il “visibile parlare” dell’arte medievale che predica in immagini, è un romanzo trasposto in pellicola, è poesia danzata, melodia dipinta.

L’ekphrasis è interazione, relazione, ibridazione, anelito, sconfinamento. È insieme il frutto di un contagio e il risultato di una sfida: è arte che genera altre arti. L’ekphrasis parla più lingue simultaneamente, vive tra-i-linguaggi. L’ekphrasis è traduzione. L’ekphrasis è babelica.

Babel Ekphrasis invita autori e autrici la cui scrittura si nutre fortemente di altre arti, e artiste e artisti che operano tra più arti, declinando la propria ricerca nel maggior numero di forme possibili.

Tra gli ospiti: Jean EchenozMario MartoneJakuta AlikavazovicLéonor de RécondoFrédéric PajakAaron SchumanFabienne RadiGwenn RigalJérémie GindreDonatella BernardiNicola GardiniGiovanni MadernaJohanna SchaibleAntonio Rovaldi.

Giovedì 15 | artBabel e cineBabel


artBabel | Spazio 5b

alle 17.30 Vernissage della mostra “Stiamo facendo davvero ciò che conviene?”: un’indagine fotografica di Antonio Rovaldi sulle tracce di Robert Walser, “il più solitario tra tutti i poeti solitari”, e di Erwin Brugger, uno dei due ragazzini che il giorno di Natale del 1956, nei dintorni di Herisau, trovarono il corpo senza vita dello scrittore riverso nella neve. Rovaldi ci racconta il suo lavoro insieme al curatore Luca Fiore.
Via Salvioni 5b, Bellinzona. Orari di apertura: 16 sett. 10.00-17.00; 17-18 sett. 11.00-19.00; fino al 16 ott. su appuntamento: +41 79 523 53 90.

cineBabel | Cinema Forum

alle 21 L’indagine walseriana prosegue con The Walk (Regno Unito-Italia 2021, 62) di Giovanni Maderna, tratto dal racconto La passeggiata. Nella Roma semi-deserta del lockdown, il cameraman Robbie Ryan segue l’attore Lino Musella – o meglio, danza con lui –, restituendoci il suo peregrinare in 16mm, senza soste, se non il tempo di cambiare la bobina. A seguire, una conversazione tra il regista e lo scrittore Matteo Terzaghi.
In collaborazione con CCB. Evento a pagamento: fr. 10.–/8.–/6.–/studenti gratuito

Venerdì 16 | Open Air


Antico Convento delle Agostiniane a Monte Carasso

alle 18.30 Presentazione di Babel 2022 e saluti istituzionali. A seguire, Nicola Gardini, romanziere, saggista, poeta, pittore, professore di Letteratura italiana e comparata a Oxford, traduttore, tra gli altri, di Emily Dickinson, W.H. Auden, Ted Hughes, Marco Aurelio, Catullo, Ovidio. Non potevamo che pensare a lui per introdurre il tema del festival: l’ekphrasis nelle sue varie declinazioni.

alle 21 Dopo la cena nella corte, Joshua Chiundiza, artista audiovisivo dello Zimbabwe, e Yann Longchamp, DJ e designer interattivo svizzero, presentano Tethered Lines, una performance concepita tra Harare e Ginevra e sviluppata appositamente per Babel Ekphrasis: un intreccio di linee vocali e sonore che mescola musica mbira, chimurenga e sungurra, ritmi euro-elettronici e flow hip-hop. A seguire, un DJ set ambient, minimal techno e downtempo di Yann Longchamp.

Entrata libera, parcheggi gratuiti, servizio navetta da Bellinzona a partire dalle 17.00, partenza ogni mezz’ora circa di fronte al Teatro Sociale. Per maggiori informazioni, vai alla pagina: Open Air

Sabato 17 | Gli incontri in teatro


Teatro Sociale

alle 10 RSI Rete Due trasmette in diretta dal Teatro Sociale. Ai microfoni di Moby Dick, i critici Luca Fiore, Leonardo Merlini e Vega Tescari ci parlano di commistioni tra i linguaggi artistici e del loro mestiere: l’arte di dire l’arte, di raccontarla, recensirla, comunicarla.

alle 13 Parentesi alla Biblioteca cantonale, per il finissage della mostra di Johanna Schaible: l’autrice dell’albo illustrato C’era una volta e ancora ci sarà (Orecchio Acerbo, 2021), ci guida in un mirabolante viaggio tra passato, presente e futuro grazie a unoriginale opera di cartotecnica tutta da scoprire. L’incontro è preceduto alle 12 da un atelier su iscrizione per pubblico di tutte le età: storiecontrovento(a)gmail.com.
A cura di Storie Controvento, Bolo Klub, Biblioteca cantonale.

alle 14 Il pomeriggio a teatro si tramuta in una notte al museo grazie alla scrittrice e traduttrice Jakuta Alikavazovic e alla scrittrice e violinista Léonor de Récondo, che hanno trascorso una notte in solitaria rispettivamente nella Sala delle cariatidi del Louvre e al Museo El Greco di Toledo. Con le autrici di Comme un ciel en nous e La leçon de ténèbres, Alina Gurdiel, ideatrice della collana Ma nuit au musée (Éditions Stock).

alle 16 “Da bambino, avrò circa dieci anni. Sogno un libro, fatto di parole e immagini…” comincia così il primo volume del Manifesto incerto di Frédéric Pajak. Gli ci vorrà mezza vita di attraversamenti del “regno del caos” per giungere a un’opera che non ha uguali, in cui il dialogo tra disegno e parola, tra autore e personaggi (Benjamin, Pessoa, Van Gogh, Dickinson, Cvetaeva) avviene a una profondità generatrice di luce. Con lui, Nicolò Petruzzella, traduttore dei tre volumi del Manifesto apparsi finora in Italia per L’orma editore.

alle 18 Scrittore puro e tra i più raffinati, jazzista della parola e sperimentatore instancabile, ideatore di congegni narrativi perfetti, appassionato di cinema al punto da importarne tecniche e temi nella scrittura – da Le biondone a Inviata speciale –, Jean Echenoz è inoltre autore di alcuni tra i più sorprendenti romanzi biografici contemporanei: Ravel, Correre e Lampi, dedicati al grande compositore francese, a Emil Zátopek e a Nikola Tesla. Con Echenoz, il suo traduttore Giorgio Pinotti, editor in chief di Adelphi per più di trent’anni.

Domenica 18 | Gli incontri in teatro


Teatro Sociale

alle 10 Fabienne Radi (Premio svizzero di letteratura 2022), Jérémie Gindre e Donatella Bernardi ci raccontano come la loro duplice natura di artisti e scrittori trovi una sintesi nel livre d’artiste, oggetto imprendibile e tattile, nel quale l’interferenza tra i vari linguaggi costitutivi di un libro raggiunge il massimo livello. Un incontro multimediale con proiezioni, tracce sonore e la possibilità di interagire con gli ospiti per toccare con mano i loro libri.

alle 14 Nel giornale locale di Amherst, in Massachusetts, il fotografo Aaron Schuman s’imbatte nei trafiletti della sezione “Rapporti di polizia”, che riportano le attività sospette e i piccoli crimini segnalati dai cittadini. Schuman li ritaglia, li mette da parte, poi torna a scattare. Nasce così Slant, libro in cui l’accostamento inizialmente ironico di parole e immagini finisce per far emergere il sostrato d’inquietudine della provincia americana. Schuman ci parla di Slant (Mack, 2019) ma anche di Sonata (Mack, 2022), il suo libro più recente ispirato al Viaggio in Italia di Goethe, insieme a Luca Fiore.

alle 16 Da L’amore molesto a Nostalgia, passando per L’odore del sangue, Il giovane favoloso e Noi credevamo, Mario Martone ha intessuto negli anni un rapporto intenso e straordinario con la letteratura, confrontandosi, tra gli altri, con Ferrante, Rea, Parise, Leopardi, Banti. Leone d’argento a Venezia, più volte vincitore del David di Donatello, del Nastro d’argento e del Globo d’oro, Martone è anche sceneggiatore dei suoi film e drammaturgo, nonché regista teatrale e di opera lirica. A dialogo con Giona A. Nazzaro, direttore artistico del Locarno Film Festival.
In collaborazione con Locarno Film Festival

alle 18 Perché i nostri antenati Cro-Magnon si avventuravano nel fondo delle grotte per dipingere, incidere, scolpire i loro muti capolavori? In un tentativo di ekphrasis estrema, Gwenn Rigal, a lungo guida nelle celebri grotte di Lascaux e autore de Il tempo sacro delle caverne (Adelphi, 2022), ci accompagna alla scoperta dell’arte parietale del Paleolitico superiore europeo, prodotta tra i 40.000 e i 12.000 anni fa in un territorio che si estende dall’Atlantico agli Urali. E, grazie a una rassegna critica di tutte le teorie formulate dagli studiosi in oltre un secolo, cerca di rispondere a questa domanda apparentemente impossibile. Con lui, Matteo Baldi.


Biglietti e altre informazioni

Tutti gli incontri in teatro, i concerti e le mostre sono a entrata libera.

Donazioni consigliate (presso infoPoint nei pressi del teatro):
– 1 incontro: CHF 10.-
– Giornaliero: CHF 25.-
– Festival: CHF 40.-

Gli incontri si svolgono in italiano, in francese con traduzione simultanea in italiano e in inglese con traduzione consecutiva in italiano a cura di Marina Astrologo e Grace Hason.

Venerdì 16, a partire dalle ore 17:00 sarà attivo un servizio-navetta da Bellinzona per raggiungere il Convento a Monte Carasso. Partenza ogni mezz’ora da piazza della Foca, di fronte al Teatro Sociale. Informazioni all’infoPoint. Il Convento dispone inoltre di un parcheggio gratuito (vedi pagina Open Air).

BABEL SI SVOLGE NEL PIENO RISPETTO DELLE NORME DI SICUREZZA CONTRO LA DIFFUSIONE DELLA PANDEMIA DA COVID-19. IL FESTIVAL SI RISERVA DI ADATTARE PROGRAMMA E MODALITÀ DEGLI INCONTRI A SECONDA DELLE NORMATIVE VIGENTI: PER QUESTO VI INVITIAMO A SEGUIRE GLI AGGIORNAMENTI SUI NOSTRI CANALI SOCIAL E SUL SITO.


I luoghi del festival

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