BABEL ATLANTICA

17-20
SETTEMBRE
2020

Babel 2020 si chiamava Americana e avrebbe voluto invitare scrittrici da tutte le Americhe, poi con la pandemia il mondo si è fermato e si è allontanato. Ma prendere le distanze da quanto si conosce ci permette di guardarlo con altri occhi, da prospettive diverse.
Le Americhe e l’Europa, improvvisamente separate e irraggiungibili come non lo erano da secoli, hanno cominciato a specchiarsi a vicenda in quell’amalgama di sogni e crudeltà, sradicamenti e nuovi innesti che è la loro storia condivisa, rivelando così come questa si sia estesa, complicata, recisa e ripresa. Tra le Americhe e l’Europa, l’immenso specchio d’acqua dell’oceano

è diventato il simbolo di quanto ci unisce e ci separa – di superfici che calme riflettono proiezioni celesti, e scatenate mandano a picco speranze, caravelle e transatlantici. E, oltre lo specchio, il profondo. Babel 2020 si chiama Atlantica.
Babel 2020 ospita scrittori europei che guardano alle Americhe, traduttori che traducono scrittori dalle lingue europee delle Americhe, e scrittori americani che vivono in Europa, come specchi posti gli uni di fronte agli altri – l’unica immagine alla nostra portata, in questi giorni di confino, che sa imitare gli abissi dell’oceano e di quello che stiamo vivendo.


Giovedì 17 settembre – Palazzo Civico e Cinema Forum

Alle 18.00 a Palazzo civico, Nera, la vita dimenticata dell’attivista afroamericana Claudette Colvin, raccontata dalla fumettista francese Émilie Plateau (Premio Andersen 2020). Dialoga con lei Juliane Roncoroni, illustratrice ospite a Babel. Un incontro per tutti a cura di Storie controvento.

Alle 20.30 al Cinema Forum, con Criss Cross (Doppio Gioco) di Robert Siodmak, USA 1949, con Burt Lancaster e Yvonne De Carlo, v.o. st. f, 87’. Un noir a tratti allucinato, cupo e disperato: attraverso un lungo flashback e puntando più sull’analisi psicologica che sull’azione, il film sviluppa i temi forti di Siodmak – l’amore ossessivo, la violenza sotterranea e feroce, la visione fatalista della storia. Film presentato dal poeta Robin Robertson, che ha costruito il suo poema The Long Take (il piano sequenza) sul linguaggio dei film noir, e ha fatto di Criss Cross un ineluttabile leitmotiv. A cura del CCB


Venerdì 18 – Apertura ufficiale all’Antico Convento delle Agostiniane di Monte Carasso con l’Open Air alpine rock & rollin’ waves

alle 18.30 la cerimonia di apertura con la consegna del premio plurilingue della rivista “Specimen” To Speak Europe in Different Languages e la prima parte dell’Open Air alpine rock & rollin’ waves: la performance di Michael Fehr e Jurczok 1001: collaborazione inedita tra i due più straordinari poeti performativi svizzeri, è un modo per dirvi quello che vi aspetta. Un altro: una seduta spiritica di blues elettrico per invocare i ritmi degli spettri di Moondog, i sussurri all’orecchio del mondo di Tom Waits, le benedizioni a ore di Screamin’ Jay Hawkins.

alle 21, sempre nella corte, continuiamo a celebrare la straordinaria unione di generi musicali americani e spoken word svizzeri. Con Tatum Rush, artista musicale e mistificatore di origini italo-svizzero-americane, il Convento si fa profano e afrodisiaco, vi serve cocktail di pop contemporaneo e R&B, con un goccio dei migliori e dei peggiori generi musicali sintetizzati dagli anni ’50 a oggi. A seguire Reverend Beat-Man, re del rock’n’roll primitivo, predicatore del gospel trash, uomo-orchestra con una missione: riempire il cavo nella vostra anima con una spiritualità antica come la paura, sconosciuta come la gioia. In chiusura Tam Bor, un percussionista svizzero-messicano, già membro dei Peter Kernel, che cava sonorità elettroniche dagli strumenti acustici, imbeve di sottile malinconia i ritmi forsennati, accompagna il rock’n’roll al club e la garage sulla sabbia della luna nuova.

Entrata libera, parcheggi gratuiti, servizio navetta da Bellinzona a partire dalle 17.00, partenza ogni mezz’ora circa di fronte al Teatro Sociale. Per maggior informazioni, vai alla pagina Open Air.


Sabato 19 – Teatro Sociale

alle 10.00 Moby Dick si immerge nello specchio dell’Atlantico, e riemerge dicendo: chiamatemi Giorgio Vasta, chiamatemi Elisa Biagini, chiamatemi Tommaso Pincio. Una tavola rotonda con tre grandi scrittori italiani, influenzati in svariati modi dalla letteratura americana che hanno imitato, tradotto, riscritto, rigettato e bevuto come acqua di mare. In collaborazione con Rete Due RSI.

alle 14.00, spiegel: per il “New York Times” è “uno degli scrittori più elettrizzanti d’Europa”, ma Peter Stamm, nella cui prosa si sentono Hemingway e Carver, è anche uno degli scrittori più americani in Svizzera. Sono complesse e molteplici le immagini specchiate in questi giorni, a volte un labirinto. Tira le fila la traduttrice del suo nuovo romanzo, appena uscito per Casagrande, Gabriella de’Grandi. In collaborazione con TOLEDO.

alle 16.30 è la lingua inglese a specchiarsi in se stessa, silver and exact, insieme a due dei maggiori poeti britannici contemporanei, Glyn Maxwell, formatosi con Brodskij e Walcott negli USA, e lo scozzese Robin Robertson, che nel suo ultimo libro, il poema narrativo The Long Take (Goldsmith Prize, finalista al Booker; in italiano per Guanda nel 2021), proietta le luci di Hollywood e le ombre dei noir sullo schermo sempre nuovo, sempre bianco della poesia. Dialoga con loro Matteo Campagnoli, allievo di Walcott come Maxwell, traduttore del poema di Robertson, e autore di Dispacci dai Caraibi, libro che indaga le origini della colonizzazione europea delle Americhe.

alle 18.30 nell’espejo un’altra lingua americana ed europea, lo spagnolo, ma quello messicano, e una prospettiva inversa, come accade negli specchi, con una scrittrice e uno scrittore messicani che vivono in Spagna, e che si confrontano in modi diversi con i loro due paesi, e con l’oceano nel mezzo come un cuore. Juan Pablo Villalobos, autore e protagonista di Non pretendo che mi crediate (se autore e protagonista condividono nome e elementi biografici, il romanzo si distanzia presto dall’autofiction con impennate poliziesche e pulp). E Brenda Navarro, autrice di Case vuote (Perrone 2019), un romanzo a specchio che infrange due sogni di maternità, di espressione linguistica e di percezione di sé e della propria posizione, nel ventre dell’osceno oceano.


Domenica 20 – Teatro Sociale

alle 10.00, una tavola rotonda, una tavola ouija che evoca alcune delle scrittrici-personaggio più magnetiche della storia della letteratura delle Americhe: quattro scrittrici che hanno saputo, in tempi e modi diversi, fare della biografia mistero e della scrittura vita. Carolina Maria de Jesus, raccoglitrice di carta in una favela di San Paolo del Brasile, ha raccolto su carta il suo quotidiano e messo in crisi le distinzioni tra narratore, persona e personaggio. La ticinese-argentina Alfonsina Storni, un mito in entrambe le lingue, entrambi i paesi, come è un mito in Cile la poeta premio Nobel Gabriela Mistral. E Rachel Cusk, l’autrice che con i frammenti degli specchi narrativi e dei vetri quotidiani ha saputo costruire qualcosa di unico, ha trasformato la voce narrante in voce ascoltante. Ci parlano di loro i traduttori Roberto Francavilla, Matteo Lefèvre e Anna Nadotti, con la moderazione di Sara Groisman.

alle 14.00 si va incontro a ciò che emerge dal profondo, alle sirene, con la scrittrice argentina Samanta Schweblin (“i fratelli Grimm e Kafka visitano l’Argentina nello humour nero di Samanta Schweblin e nelle sue storie di gente che scivola nelle crepe o cade a capofitto in realtà alternative”, dice di lei J.M. Coetzee), Laura Pugno, autrice della favola nera antropofagica, la distopia oceanica Sirene, e da Trinidad Monique Roffey e la sua storia infida di femminilità dannata, The Mermaid of Black Conch.

alle 16.30, breathe, una tavola rotonda sul razzismo strutturale in America, nelle Americhe e in Europa, sulle lotte razziali in atto e le loro correnti europee, sull’oceano come middle passage e sul razzismo come specchio. Con una delle voci più lucide e impetuose sull’argomento, il giornalista Gary Younge; il narratore franco-ivoriano Gauz, che nel suo recente Camarade Papa gira la storia come un’onda, con un emigrante europeo che nell’Ottocento va a infrangere i suoi sogni sulle coste dell’Africa; Silvia Pareschi, traduttrice di Colson Whitehead, vincitore di due premi Pulitzer, che ci parla del suo lavoro in collegamento con l’autore. Moderazione di Anne Bathily.

alle 18.30, un amuleto: la madre della poesia latinoamericana, Auxilio Lacouture, raccontata dal figlio della letteratura latinoamericana, il suo figlio più amato, Roberto Bolaño – prima nelle parole della sua traduttrice italiana, Ilide Carmignani, poi, per chiudere l’edizione e chiudere gli occhi, l’amuleto per respirare a fondo, vicini o lontani, vicini e lontani, con la performance delle attrici Anahì Traversi (CH/Argentina) e Simone Spoladore (Brasile).


Biglietti e altre informazioni

Anche quest’anno tutti gli incontri, compresa la serata Open Air, sono a entrata libera. La situazione straordinaria dovuta alla pandemia di Covid-19 comporta però costi straordinari e vi invitiamo, come gesto straordinario, a versare un contributo di Fr. 10.- sul conto Babel CH53007645026798C000C, o direttamente all’InfoPoint del festival situato all’esterno del Teatro Sociale.

PER PERMETTERE AL MAGGIOR NUMERO DI VOI DI SEGUIRE IL FESTIVAL IN TEATRO, E GARANTIRVI LA MASSIMA SICUREZZA NEL PIENO RISPETTO DELLE NORMATIVE VIGENTI, VI CHIEDIAMO DI PRENOTARE IL POSTO PER VOI E IL VOSTRO GRUPPO CONTATTANDO L’UFFICIO TURISTICO DI BELLINZONA PER TELEFONO ALLO 0041 (0)91 8254818 OPPURE VIA E-MAIL SCRIVENDO A QUESTO INDIRIZZO. IL SERVIZIO DI PRENOTAZIONE SARÀ ATTIVO A PARTIRE DAL 10 AGOSTO.

Babel si svolge nel pieno rispetto delle norme di sicurezza. Il festival si riserva di adattare programma
 e modalità degli incontri a seconda delle normative vigenti: per questo vi invitiamo a seguire tutti gli aggiornamenti sui nostri canali social e sul sito.

Fino a nuovo avviso, in teatro è obbligatorio l’uso delle mascherine. Chi non l’avesse con sé, potrà prenderne una fornita da Babel presso l’infoPoint all’esterno del Teatro Sociale.

Gli incontri si svolgono in varie lingue, con traduzioni consecutive in italiano di Marina Astrologo e Rossana Ottolini.

Venerdì 18, a partire dalle ore 17:00 sarà attivo un servizio-navetta da Bellinzona per raggiungere il Convento a Monte Carasso. Partenza ogni mezz’ora da piazza della Foca, di fronte al Teatro Sociale. Informazioni all’infoPoint. Il Convento dispone inoltre di due parcheggi gratuiti (vedi pagina Open Air).

Non vediamo l’ora di tornare a incontrarci a Bellinzona, ma per fare sì che proprio tutti possano seguire il 
festival ogni incontro verrà trasmesso in diretta streaming sui canali youtube e facebook di Babel.


I luoghi del festival

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