ARTBABEL

artBabel è la sezione dedicata al dialogo tra arte e letteratura con mostre che indagano il tema del festival spingendosi oltre i confini della parola. Nel 2022 Babel ha ospitato “Stiamo facendo davvero ciò che conviene?”, una mostra dell’artista/fotografo Antonio Rovaldi dedicata a Robert Walser. Protagonisti di artBabel 2023 sono stati Anush Hamzehian e Vittorio Mortarotti con “L’Isola”, un lavoro incentrato sull’isola giapponese di Yonaguni.


2023 | Babel Isole

Anush Hamzehian e Vittorio Mortarotti
L’Isola

Secondo la mappatura realizzata dall’UNESCO nel 2010 per l’Atlante delle lingue in pericolo, 250 lingue sono scomparse negli ultimi cinquant’anni e 3.000 sono attualmente in pericolo. Le lingue scompaiono a una velocità che non ha precedenti nella storia dell’umanità.
Una lingua muore portando con sé una precisa conoscenza dell’ambiente che ha nominato per secoli: piante, animali, malattie, religione. Insieme alla lingua, scompaiono per sempre anche una concezione e una visione del mondo.
Yonaguni è un piccolo pezzo di terra emerso dal mare, lontano da tutto e battuto dalle correnti più forti dell’Oceano Pacifico. Sull’isola vivono non più di mille persone, poche delle quali parlano ancora il Dunan. Il Dunan è una lingua gravemente minacciata: tra pochi anni non esisterà più e sarà definitivamente dimenticata.
Insieme alla lingua, l’intero universo di Yonaguni si sta dissolvendo. Sull’isola non c’è lavoro, non ci sono scuole superiori, non c’è futuro; le famiglie la abbandonano, gli anziani muoiono. “L’Isola” si propone di raccogliere le ultime immagini e gli ultimi suoni, gli ultimi scorci di una comunità che sta scomparendo.
“L’Isola” è un progetto di Anush Hamzehian e Vittorio Mortarotti e consiste in un’installazione sonora, un’installazione audio-video multicanale e nella pubblicazione di due volumi: il libro d’arte L’Isola e il dizionario Dunan-Inglese.


2022 | Babel Ekphrasis

Antonio Rovaldi
“Stiamo facendo davvero ciò che conviene?”

Lo scrittore elvetico Robert Walser muore il giorno di Natale del 1956 durante una delle sue passeggiate quotidiane nei dintorni di Herisau, dove aveva trascorso gli ultimi ventitré anni di vita nella locale clinica psichiatrica. A trovarne il corpo riverso nella neve è un ragazzino, Erwin Brugger, che da adulto finirà per fare il poliziotto. L’artista Antonio Rovaldi, profondamente affascinato dall’opera e dalla figura del “più solitario di tutti i poeti solitari”, si mette sulle tracce di Brugger, lo contatta, lo incontra, si fa condurre. Ne nasce un’indagine fotografica, personale e biografica, che apre a nuove direzioni e possibili risurrezioni. Mostra curata da Luca Fiore.



Torna in alto