Kamel Daoud

La prefazione del negro

“L’assurdo gareggia con la follia, in questi racconti che si offrono alla lettura come un piccolo prontuario della rivolta, poetico e umanista”. «Le Monde»

Un corridore olimpionico taglia per primo il traguardo dei diecimila metri ma non riesce più a fermarsi. Un ex ufficiale dell’esercito algerino costruisce un aeroplano con le proprie mani ma non riesce a vincere l’indifferenza dei visitatori di una fiera internazionale (“Un arabo è comunque più famoso quando dirotta un aereo che quando lo costruisce!”). Uno scrittore lotta contro la propria negritudine e cerca di non scrivere l’unico libro che ci si aspetta da lui. Invece di far esplodere l’aereo di linea con il quale sorvola l’Atlantico, un arabo preferisce lanciarsi nel vuoto e raccontare la sua storia per tutto il tempo della caduta.
Quattro personaggi che si rifrangono in una moltitudine di figure, come in un labirinto di specchi nel quale i lettori non tarderanno a riconoscere anche i tratti del proprio volto, di Negro o di Uomo Bianco, di Robinson Crusoe o di Venerdì.

TRADUZIONE
Diana Pasina, Gioia Sartori, Elisabetta Di Stefano, Elisa Orlandi. A cura di Yasmina Melaouah.

Collana «Alfabeti Babel»
anno 2013 – pp.144
ISBN 9788877136688

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